lunedì 22 agosto 2016

Google Analytics: lo spam che fa aumentare la frequenza di rimbalzo del tuo sito.

Google Analytics | Spam e Frequenza di rimbalzo ! Come fare
Uno dei parametri che guardo sempre su Google Analytics è la frequenza di rimbalzo, ovvero la percentuale delle persone che arrivano sul mio sito e lo abbandonano subito perché non hanno trovato le informazioni che stavano cercando.

In generale, sotto il 50% va bene. Lo considero un buon numero. Nella media.

Quando la percentuale è superiore al 60%, invece, approfondisco. 

Guardo i Referral e verifico quali sono i link che generano il 100% nella colonna della frequenza di rimbalzo per capire se si tratta di modificare il sito oppure se si tratta di bot e spider noti e/o Spam, cioè dei cosiddetti "Ghost referral", che alterano i dati relativi a visite, tempo di permanenza, frequenza di rimbalzo e molti altri dati importanti per capire come sta andando il sito web.

La maggior parte delle volte si riconoscono a colpo d'occhio già da come viene scritto il link. 
Un paio di anni fa il più presente era Semalt. Oggi questi link sono sempre di più. 

Google Analytics: referral | Dimensione secondaria: paeseNel dubbio, per non doverli cliccare ad uno ad uno e scoprire di cosa si tratta, si può facilmente  aggiungere il Paese come dimensione secondaria.

Tabella Google Analytics | spam ghost referral divisi per paese

Come fare per evitare che i dati del sito vengano alterati dallo spam?


1) Creare una nuova vista (per averne sempre una originale di backup, che non si sa mai!).
Impostazioni vista > copia vista

Google Analytics | impostazioni vista | crea copia di backup


2) copiare su Textedit/Notepad l'elenco di tutti i referral spam (per comodità)

3) creare un Filtro personalizzato 

4) nel campo "Pattern Filtro" aggiungere il link da escludere

5) se sono tanti link, adattare la stringa di codice (detta "espressione regolare") con i link da escludere, come nell'esempio qui di seguito.

example\.com|secondexample\.com|.*spammysubdomain\.com

Google Analytics | come creare un filtro per escludere lo spam dai referral


Purtroppo quest'ultima operazione è effettiva solo dal momento in cui viene applicata e non vale per il periodo precedente.


Approfondimento sull'esclusione dei referral spam: https://support.google.com/analytics/answer/1034842?hl=it

sabato 20 agosto 2016

Pinterest: un alleato per la creatività... e la memoria!

Il mio profilo su Pinterest
Il mio profilo su Pinterest

Utilizzo Pinterest per come mi é più funzionale: un unico contenitore, suddiviso in differenti board, in cui raccolgo idee creative, i libri che ho letto e le infografiche che mi servono per lavoro.

DIY | Il costume da Gruffalo
DIY - il costume del Gruffalo
Ho iniziato con la bacheca idee: ispirazioni prese da varie bacheche di DIY (Do It Yourself), una pratica che ho sempre ammirato ma per cui ho sempre pensato di non essere particolarmente portata. Grazie a Pinterest e alle creazioni realizzate da persone sconosciute da ogni parte del globo, sono riuscita a ricredermi! Quello che mi mancava non era la manualità. Ero a corto di idee! E così, inserendo le giuste parole chiave su Pinterest, ho potuto ammirare le creazioni degli altri e prendere spunto per realizzare quello che serviva alle mie bambine (in età di nido e materna) per le feste a tema organizzate dalla scuola! Quanta soddisfazione per l'Ester Bonnet e per il costume del Gruffalo! Le mie bambine mi hanno fatto un sacco di complimenti! Io ho gongolato! 😊



Oltre ad essere fonte d'ispirazione per le creazioni manuali (e per tante altre attività che si possono fare con i bambini piccoli o in casa), é il mio punto di riferimento per tenere traccia delle cose che ho bisogno di ricordare.
"Books worth reading" - la mia board su Pinterest

Innanzi tutto, i libri che ho letto. A volte mi serve una fonte e non sono davanti alla mia libreria: ovunque io sia, mi basta aprire Pinterest e la trovo subito nella mia board "Books Worth Reading"!


Le mie citazioni preferite. Quando ero adolescente, le scrivevo su un quaderno (che tutt'oggi conservo). Oggi, le archivio nella mia board "quotes". Sono molte di più, ovviamente, perché cliccare "Pin it" é molto meno faticoso che scriverle a mano su un quaderno.


Per lavoro, poi, é ottimo per organizzare le infografiche sugli argomenti che mi interessano!


A differenza di altri Social, inoltre, é collegato direttamente alla fonte da cui proviene l'immagine e questo, come referenza (o referral), é davvero notevole!


E se le mie bacheche possono essere utili a qualcuno nel mondo, ben venga!

venerdì 19 agosto 2016

Configurare il dominio per il tuo sito: con e senza www.

Vi capita mai di cercare un sito e di non riuscire a trovarlo dal browser (desktop o mobile che sia) se non digitando correttamente il dominio con il www? A me si, abbastanza spesso.

Una sera di quest’estate sono uscita a cena con amici. Durante la cena, un’amica dice a un’altro: “Devi vedere il nuovo sito web della mia azienda”. Alle parole “nuovo sito web” le mie orecchie si sono automaticamente sintonizzate sulla conversazione e ho chiesto subito l’indirizzo del sito, per guardarlo immediatamente dall’iPhone (deformazione professionale e… mentale!).

Digitando nomeazienda.it, però, sono finita da un’altra parte…
E’ questo?” le ho chiesto.
No, non c’entra nulla con noi!” molto stupita, prima di ripetermi il nome dell’azienda, con un’accurato spelling.
Niente. Continuo a finire sul sito di un’azienda che si occupa di connessioni wi-fi (e forse è il loro provider?).

A quel punto, mi viene in mente di aggiungere il www davanti a nomeazienda.it e finalmente raggiungo il sito desiderato. 
Lo spiego alla mia amica che mi guarda con un grande punto di domanda stampato sulla fronte. Un’altra amica, a quel punto, prova a dire: “Vuol dire che il dominio non è loro?”. 
Prima che si diffonda il panico, prontamente rispondo: “No, no, non ti preoccupare! Il dominio è loro. Solo va configurato per bene” e aggiungo, rivolgendomi alla proprietaria del sito: “Devi dire al tuo webmaster di configurare il dominio perché punti al sito sia digitandolo con il www sia digitandolo senza. Altrimenti può succedere che potenziali clienti non ti trovino. Tutto qui."

Si tratta di una configurazione dns: va configurato l'A record “@“ perché punti all’IP del server su cui è ospitato il sito (come l'immagine qui sotto). 
Questo a tavola non l’ho detto, però, altrimenti mi avrebbero detto che parlo turco! :D

A record @ e A record www


Questo episodio mi ha fatto riflettere.
Si tratta solo di un A record, una cosa scontata, perché me ne occupo da tanti anni e so che senza quel puntamento gli utenti possono sperimentare problemi ed abbandonare la ricerca.
Per fortuna, in queste occasioni, esco dal mio mondo e mi accorgo che nel mondo reale - quello fatto di persone e aziende che si occupano di tutt’altro - non bisogna dare per scontato nulla.

mercoledì 17 agosto 2016

Zapier: BigCartel e Mailchimp collegati in uno Zap!

Ho provato Zapier. Facilissimo!

Zapier è un servizio online che permette di far comunicare differenti servizi online (app).
Avendo aperto un e-commerce con Big Cartel per una cliente e utilizzando Mailchimp per le newsletter del negozio, è nata la necessità non solo di permettere agli utenti che visitano l’e-commerce di iscriversi alla newsletter ma soprattutto di archiviare nel database di Mailchimp gli indirizzi email dei clienti che effettuano gli ordini, in modo tale da avere in automatico una lista dei clienti a cui inviare comunicazioni mirate.

Questo è possibile attraverso Zapier.

Basta iscriversi (i primi 5 Zap sono gratuiti), selezionare i servizi da collegare e… Zap! BigCartel e Mailchimp dialogano che è un piacere!

Collegamento BigCartel e Mailchimp con Zapier


E le piattaforme che è possibile collegare sono davvero tantissime!

Zapier: le app collegabili


lunedì 15 agosto 2016

Url redirect. Quella cosa che proprio non si può dimenticare quando si cambia il sito web.

Errore 404 | l'importanza dell'url redirect


Ormai sarà capitato a tutti, o quasi, di cambiare il proprio sito web per una versione migliore, più bella, al passo con i tempi rispetto alla versione precedente o semplicemente perché il nuovo web designer che ci segue ha elencato le innumerevoli "pecche" del nostro attuale sito web proponendoci un restyling completo.

Bene. Quale che sia la ragione, un cambio importante non va mai fatto con leggerezza. Pena: la perdita dell'indicizzazione tanto faticosamente costruita negli anni precedenti. Si, perché quando Google non trova più il contenuto di una pagina, via via lo elimina dal suo indice. Niente penalizzazioni ma se elimina il contenuto... per voi è una perdita e bella grossa!

Il nuovo web designer dovrebbe saperlo ma... nel caso venga colto da un'improvviso vuoto di memoria, è comunque bene saperlo e ricordarglielo: l'url redirect (o url mapping, che dir si voglia) è un'operazione fondamentale.

In cosa consiste l'URL redirect?

Molto semplice. Comunicare ai motori di ricerca che al vecchio indirizzo (l'url, appunto) di quella specifica pagina, corrisponde un nuovo indirizzo a cui recarsi (il redirect o reindirizzamento).

E' come sottoscrivere il programma "Seguimi" di Poste Italiane quando si cambia casa: il postino sa che dovrà recapitare la posta al nuovo indirizzo e non più al vecchio.

I programmatori Senior lo fanno compilando l'.htaccess, uno specifico file di Apache (cioè per addetti ai lavori) che si occupa, tra le altre cose, di rassicurare i motori di ricerca sul nuovo indirizzo in cui si trova il contenuto ricercato.
Oggi, molti CMS end-user, cioè quelli dedicati all'utente finale che non ha competenze di programmazione o di web design, forniscono un pannello ad hoc per eseguire questa operazione o plug-in dedicati.
Ho provato quello di SquareSpace ed è stato decisamente semplice.

E perché è importante?

Meglio ripeterlo... non si sa mai! 
Per non incorrere in una serie infinita di pagine di errore 404 che agli utenti non piacciono (e quindi non vengono sul sito o lo abbandonano) e si traducono nella classica domanda da parte del titolare del sito web: "Quella persona mi ha detto che non ha trovato il mio servizio su Google... come mai?"


E' un lavoro lungo e noioso? Si, se il tuo sito è composto da tante pagine.
E' proprio necessario farlo? Si, se non si vuole perdere l'indicizzazione, le keywords conquistate e, di conseguenza, le visite al sito da parte di utenti potenzialmente interessati al tuo prodotto/servizio.

A te la scelta.